venerdì 16 dicembre 2011
mercoledì 3 agosto 2011
Private Conversation V Il Bosco che vorrei 2011 work in progress
giovedì 30 giugno 2011
54° Biennale di Venezia Padiglione Italia “Lo stato dell’Arte” Accademie d’Italia

Private Conversation IV
Selezionata tra i migliori artisti usciti dalle Accademie di Belle Arti d’Italia negli ultimi dieci anni, Elisa Laraia, artista multimediale potentina, è ospite della 54° Biennale di Venezia. Dallo scorso 3 giugno al 27 Novembre alle Tese di San Cristoforo, Arsenale Nord. Elisa Laraia che lavora all’interno della Project room Orfeo Hotel contemporary art project con Monica Nicastro e Domenico D’Andrea, presenta alla Biennale la video installazione Private conversation IV, opera, progettata per la proiezione sulla facciata di un antico edificio del centro storico di Potenza, pensata, di fatto, per adattarsi, nella sua modularità, a situazioni narrative diverse e molteplici. “Private Conversation – scrive il critico Bruno Di Marino - in questa sua nuova versione adattata per uno spazio interno, non tradisce la sua valenza di discorso sull’identità sospeso tra privato e pubblico. I piccoli eventi di tutti i giorni, come fare l’amore, mangiare, ballare, cullare un bambino, si mescolano ad una texture acustica in cui si sovrappongono le risposte della gente comune (hanno risposto all'invito di Elisa Laraia di far entrare i loro pensieri nella sua opera: Gianluca Caporaso, Luigi Catalani, Lorenza Colicigno, Giovanna D’Amato, Palmarosa Fuccella, Silvio Giordano, Eva Immediato, Paride Leporace, Andrea Lisanti, Vittorio Micocci, Alessandra Montanari, Roberta Pecora, Domenico Sammartino, Francesco Scaringi, Enrico Sodano) ad un semplice quesito: «Che cosa ti affascina di più e cosa invece ti dà maggiormente fastidio della società contemporanea?». L’affastellarsi di frasi e voci che costruiscono il tappeto sonoro del video, rende ancora più complesso il gioco di stratificazioni visive che vede le silhouettes digitali dell’artista protagoniste di un teatro casalingo che si ampia fino a farsi collettivo e comunitario. Il teatro (i corpi imprigionati) filtra il cinema (le ombre “cinesi” sulla facciata). «La riflessione sul trascorrere del tempo come costruzione dell’identità nello spazio dell’esperienza», dichiara l’artista, «riconduce ad un tempo “proprio” che può riassumere linearità e continuità solo attraverso oggetti-ricordi. Questa riflessione abbraccia il passato ma anche il futuro, facendosi consapevolezza della perdita e paura della perdita, ecco allora l’idea di catturare i ricordi, di imprigionare gli oggetti e le identità, quelli che possono potenziare il potere della memoria, in uno spazio simbolico che li contenga e li conservi, sottraendoli al suo gioco ambiguo». Elisa Laraia con Private Conversation IV, 2011, conferma la sua scelta di sottrarre l'opera d'arte all'idea di una creazione solitaria e solipsistica, per trasferirne il potere interpretativo sul piano collettivo e pubblico.
Private Conversation IV, 2011
Created by Elisa Laraia
Concept development video: Monica Nicastro
Concept development video installazione: Bruno Di Marino, Monica Nicastro, Domenico D’Andrea
mercoledì 6 aprile 2011
ESTETICA DEL VIRTUALE. Arte Relazioni Città


Opere | Azioni
19 Aprile 2011 start 20:30 Piazza Mario Pagano
Private Conversation III - Elisa Laraia - Orfeo hotel contemporary art project
Opera pensata per la manifestazione Estetica Virtuale. Private Conversation III e’ un dialogo con la città nato dal confronto raccolto tra persone che nella città vivono la cultura e che restituisce emozioni, desideri, voglia di autonomia e cambiamento. La videoproiezione accompagnata da audio diffuso nell'ambiente urbano si inserisce nel contesto cittadino per creare quel momento relazionale che tutto il progetto ricerca. Private Conversation III e’ il vissuto di uno per il vissuto di tutti, nella piazza Mario Pagano, punto di maggiore aggregazione. L’opera illumina le architetture per descrivere gli interni dei palazzi ed i loro visuti. La prima tappa di una serie di installazioni nella citta’ dal centro sino ai quartieri più periferici, in modo da dimostrare sempre di più che la cultura e in particolare l'arte contemporanea, vive sulla pelle di tutti, pronta a descrivere vita vera, quotidiana, difficile ed entusiasmante.
Work conceived for the event “Estetica del Virtuale”, Private Conversation III is a dialogue with the city born from the comparison gathered between people who live the culture in the city that returns emotions, wishes, desire for autonomy and change. The video projection accompanied by audio widespread in the urban environment is part of the urban context to create the relational moment that the entire research projects. In the Mario Pagano square, point of greatest aggregation, Private Conversation III is the experience of one for the experience of all. The work illuminates the architecture to describe the interior of the buildings and their life. The first step in a series of installations in the city from the center to the peripheral districts, so as to demonstrate more and more that the culture and especially contemporary art, lives on the skin of all, ready to describe everyday real life, difficult and exciting.
L'artista plurale | Incontri
19 aprile 2011 start 10.00
Paolo Rosa, Studio Azzurro
incontra la rete territoriale delle "Stazioni Creative"
Orfeo Hotel contemporary art project space
contact
www.orfeohotel.com
00393389599361
Address:
C.da Bucaletto 14/ C.da Marrucaro, Potenza, aperto su appuntamento
http://basilicata1799.blogspot.com/2011/04/estetica-del-virtuale-arte-relazioni.html
lunedì 3 gennaio 2011
“RIVER GLASS BOX”, UN PROGETTO ARTISTICO DA GUSTARE

“RIVER GLASS BOX”, UN PROGETTO ARTISTICO DA GUSTARE
Bicchieri e brocche decorate da Elisa Laraia per Acquedotto Lucano
L’arte esce dalle mostre e dalle gallerie per raggiungere le singole persone in un momento di vita quotidiana, ovvero all’atto di bere un bicchier d’acqua: "River Glass Box" è l'opera creata ad hoc da Elisa Laraia per Acquedotto Lucano.
Il corso dei quattro fiumi simbolo della Basilicata - Agri, Basento, Bradano e Sinni - realizzati a mano, decorano i quattro calici da acqua, rendendoli unici e preziosi chiusi in una teca pronta a conservare il messaggio dell'Acquedotto: dare valore all'acqua lucana.
Questi oggetti d’arte, realizzati in serie limitata, trasformano l’atto di bere in un’esperienza sensoriale che pone al centro la purezza dell'acqua di Basilicata e che, oltre ad accompagnare idealmente occasioni di convivialità, assume anche una valenza sociale.
Il decoro dei quattro fiumi lucani è lo stesso che compare sulle brocche che Acquedotto Lucano ha prodotto per l’iniziativa “Buona questa!”: acqua di qualità direttamente dal rubinetto e servita anche al ristorante per valorizzare promuovere comportamenti consapevoli del bere acqua sana ed ecologica.
Così, di bicchiere in bicchiere, di brocca in brocca, relazioni e dialoghi nascono e crescono; l’arte verte sull’universo dei rapporti, sul contesto in cui essi si svolgono, e dalla loro fonte scorrono fluidamente, proprio come l’acqua.
Le opere di Elisa Laraia, artista impegnata in un percorso di ricerca che privilegia l'arte pubblica e l'arte relazionale, hanno come principale intento quello di valorizzare il territorio lucano e le sue risorse attraverso creazioni immaginate per legare la sua arte alla sua terra. In questa occasione la sua opera diventa sintesi tra l'estetica dell'arte e il fascino dell' acqua.
martedì 23 novembre 2010
CRONACA di Andrea Nacciarriti

http://laboratoriodiartepubblica.it/News.html
Il 23 Novembre 2010, in occasione del trentennale del terremoto del 1980, il LAP, Laboratorio permanente di Arte Pubblica, attivo a Potenza dal marzo 2009, propone alla città l’opera creata ad hoc da Andrea Nacciarriti “Cronaca”. Il LAP intende così proseguire nel coinvolgimento dei cittadini in un’azione sinergica tra arte pubblica e memoria collettiva, segnando con la sua presenza i momenti più importanti della storia cittadina. Utilizzare, come avviene nell’opera di Nacciarriti, determinate parole, distribuirle sui muri in alcuni punti strategici della città di Potenza, lanciare l’eco della cronaca giornalistica di quei giorni terribili oltre la ritualità del 23 novembre, produce un forte impatto sul ricordo e sulla sensibilità del vissuto dei suoi cittadini. Lo stesso montaggio delle opere nei sei tradizionali spazi urbani del LAP, proprio nella data del 23 Novembre, vuol assumere il senso di una gestualità solidale nei confronti della città ferita dal terremoto, che, al di là della ricostruzione, resta testimonianza di un rischio ricorrente nel nostro Paese.
Da segnalare che un frame dell’opera “Cronaca” di Nacciarriti contiene la citazione della prima pagina serigrafata nel 1982 da Andy Warhol “Fate Presto”, chiaro riferimento al ricordo che il mondo dell’arte contemporanea internazionale ha del terremoto del 1980.
Andrea Nacciarriti è nato nel 1976, in provincia di Ancona. La sua intensa attività espositiva inizia nel 2000 in l’Italia e all’estero. È vincitore quest’anno del premio Terna e dell’ Artist in Residence " Pro Artibus Foundation", che lo porterà in Finlandia nel 2011. Andrea Nacciariti nel 2009 espone a Londra nello “Sculture Park” di Reagent’s Park, in occasione del Frieze Art Fair a cura di David Thorp. Critici della fama di Angela Vettese, Milovan Farronato, Francesca Alfano Miglietti curano alcune delle sue mostre collettive. Artista di livello internazionale, è tra gli artisti selezionati per partecipare al LAP da Roberto Daolio, curatore del Laboratorio potentino, insieme con Elisa Laraia, Alessandra Andrini, Michael Fliri, Damiano Colacito.
(Dal concept di Andrea Nacciarriti)
“Il progetto “CRONACA” si sviluppa attorno al ricordo di un evento tragico quale il terremoto che colpì Potenza e tutto il territorio irpino il 23 novembre del 1980.
Il titolo del progetto ha a che fare con la cronaca giornalistica di quei giorni terribili. Sono state utilizzate 6 pagine di giornale, per la maggior parte titoli di testa, elaborate in modo tale da isolare dei frammenti di frasi, semplicemente offuscando il fondo, il quale rimane comunque percepibile. Un po’ come avviene alla memoria e ai suoi sistemi di raccolta dati per cui alcune immagini sono più vivide e superficiali, altre più nascoste e silenziose.
Utilizzare determinate parole, distribuirle sui muri in alcuni punti strategici della città di Potenza, ha un forte impatto sul ricordo e sulla sensibilità del vissuto dei suoi cittadini, raccontare un momento storico, legato ovviamente al terremoto, ma che in qualche maniera è indirizzato a noi, oggi, attraverso “falsati” slogan pubblicitari o elettorali.
Un linguaggio semplice e secco che ricorda, ma che soprattutto parla adesso.
Il percorso di parole e frasi, è il riassunto di un fatto che fa parte della memoria storica, ma soprattutto è una conversazione nel quotidiano con la cittadinanza di Potenza, il territorio irpino, e tutto il resto del paese, un modo di cogliere aspetti sociali e politici che ci riguardano anche quando non si è di fronte ad una catastrofe come quella dell’’80.
Tra le pagine di giornale c’è anche la prima pagina serigrafata nel 1982 da Andy Warhol “Fate Presto”, citando così il ricordo che il mondo dell’arte ha dell’evento e quanto è importante che il vissuto faccia parte del nostro lavoro. Lo scopo dell’operazione “CRONACA”, ha di fondo l’analisi della comunicazione mediatica, in particolar modo dell’uso e della manipolazione della “parola”, ma occulta la spettacolarizzazione della notizia a trent’anni di distanza e si cala fisicamente nella quotidianità, legandosi a contingenze temporali e territoriali, determinando una differente sinergia di pensiero e di critica che non vuol essere semplicisticamente provinciale, tutt’altro, evidenzia una condizione diffusa di disagio per cui forse vale la pena ricordare e imparare ad avere maggiore cura e rispetto soprattutto delle nostre vite”.
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